The Who Show

Pete Townshend e c. si raccontano
162 pagine – ISBN 978-88-8074-107-7 – € 12.00

Pete Townshend: «È tutta colpa del mio naso, di questo cazzo di naso che mi ritrovo in faccia. Ho cominciato a suonare la chitarra perché così avevo qualcosa dietro cui nascondermi…».
Roger Daltrey: «Quando gli altri mi cacciarono dalla band [ottobre 1965], dopo qualche giorno capii che senza gli Who non avrei potuto stare. Senza di loro avrei passato il resto della mia vita a fare l’operaio in un’acciaieria».
Pete Townshend: «Il successo commerciale di Tommy fu sbalorditivo. Era la prima opera davvero valida che avessi realizzato, e ci avevo messo tanta spiritualità. Così restai imbarazzato dalla quantità di denaro che generò».
Keith Moon: «La mia prima moglie ha fatto come fanno molte donne: si innamorano di un uomo come è, ma poi non resistono alla tentazione di volerlo cambiare… Io ce l’ho messa tutta per farla felice, ma non è bastato».
John Entwistle: «I nostri concerti del primo periodo erano un vero casino. Andavamo in scena strafatti, e facevamo tutto quello che ci passava per la testa…».