«Al Derby andavo in scena e non avevo pronto niente. “Ma che fai?”, mi chiedevano gli altri. Io rispondevo: “Vado su e parlo”. È una cosa che si può fare, ma solo se hai un bagaglio di conoscenze personali, se hai letto a fondo i giornali, se sai chi è Hirohito, se sai cosa è stato il fascismo, che cosa ha scritto Shakespeare…»[1993]
«Trent’anni fa io cantavo lo strazio della gente povera, storie così, ma oggi cosa racconto? Vedo le file davanti ai negozi di telefoni cellulari, alcuni ce l’hanno già a 16 anni – ma che cazzo se ne fanno del cellulare a 16 anni?!»[1996]
«Ho i capelli grigi, e li ho fatti cantando una canzone il cui senso è: ma se Dio c’è, perché ci sono quelli col cancro alle ossa? Li ho fatti cantando cose sulla droga in un periodo un po’ così, ma non diverso da oggi. Uno coi capelli grigi, per esempio, oggi deve spiegare – e lo dico anche da medico – che questa ecstasy è pesantissima, altro che storie: ebbrezza per 10 ore, e invece tra i ragazzi passa come una cosa simpatica.»[1996]
«Io sono figlio di un operaio, e certe cose non le sopporto. Non dirò più che siamo nella merda fino al collo; dirò che questo è un paese dove la merda si vergogna a poggiarsi.»[1996]
«Di solito non chiedo niente a nessuno, sono uno che preferisce lavorare da solo e che ha avuto la fortuna di incrociare lungo il suo cammino personaggi di grande levatura come Fo, Gaber, Tenco. Considerato che non mi ritengo una persona colta, nella mia carriera mi sono mantenuto sempre a un livello qualitativamente alto.»[2006]

