Clash Live
Joe Strummer e compagni si raccontano
176 pagine – ISBN 978-88-8074-104-6 – € 11.00
Joe Strummer: «È importante che la gente sappia che i Clash sono contro il fascismo, contro la violenza, contro il razzismo, e a favore della creatività. E che siamo nemici dell’ignoranza».
Mick Jones: «Quando arrivarono i Clash la situazione era questa: non potevi andare a comprarti un disco, perché già sapevi che sarebbe stato un disco di merda…».
Paul Simonon: «Abbiamo scelto di chiamarci “Clash” perché vogliamo essere una collisione contro le cose che succedono oggi. Vogliamo riuscire a cambiare la scena musicale, e non solo quella».
Topper Headon: «L’unica cosa che non rifarei è la faccenda della droga. Finché non ho cominciato con la cocaina e l’eroina la mia vita era bellissima, poi con la droga è diventata durissima».
Joe Strummer: «Sono sempre stato per la libera sperimentazione degli stupefacenti, ma non sopporto l’idea della tossicodipendenza. Se diventi tossico vivi un’esistenza senza speranza, e questo non lo posso accettare».
COLDPLAY SHOW
Chris Martin & C. si raccontano
Chris Martin: «Quando ero adolescente impazzivo per cinque ragazzotti di Stoke-on-Trent e Manchester [i Take That]: mi piacevano al punto che per un certo periodo ho creduto di essere gay».
Will Champion: «È l’energia di Chris che manda avanti tutta la baracca… Lui è uno straordinario miscuglio di panico, insicurezze, fiducia nei propri mezzi, isteria e divertimento».
Guy Berryman: «Oramai ho superato il nervosismo che mi prendeva prima di mettere piede sul palco; adesso mi emoziono ancora, ma in maniera positiva».
Jonny Buckland: «Cerchiamo semplicemente di essere quelli che siamo, dell’opinione di certi giornalisti non ce ne frega niente. Del resto, se provassimo a fare gli eccentrici credo che saremmo patetici».
Chris Martin: «Noi vogliamo fare musica popolare, che raduna la gente e la fa stare bene. Questo fatto ci attira addosso critiche cattive, e non possiamo fare altro che accettarle».

