Massimo Troisi

Pulcinella senza maschera
212 pagine – ISBN 978-88-8074-145-9 – € 14.00

«Mi ricordo gli inizi con La Smorfia. Lavoravamo nelle cantine di Napoli, in quei tuguri tanto intellettuali con gli ingressi così in discesa che se non mettevi le scarpe da tennis arrivavi dritto dritto sul palcoscenico… Tempi eroici, quelli. Poveri e speranzosi, si usa dire. Frottole. Essere poveri è una maledizione, non una vocazione. Mio padre, impiegato modello delle Ferrovie dello Stato, ha lavorato tutta una vita per mandare avanti la famiglia: e ora che si ritrova?»[1980]
«Di musica non ne capisco niente, se casca una pentola la prendo per un concerto di Joe Cocker.»[1987]
«Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico, che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo.»[1990]
«Sono nato come comico e mi sono proposto così al pubblico. Mica è un marchio d’infamia. Se poi uno evolve, cresce o cambia, al pubblico che vuoi che gliene freghi? Ma giustamente, dico io, la gente tiene altro da pensare per ’a capa. Non può mica andare al cinema per dire: «Ah però, hai visto che bravo Troisi, è cambiato, adesso è diventato un settanta per cento comico e un trenta per cento riflessivo…». Ma peccarità. E poi, comico mica vuol dire buffone.»[1992]