Radiohead Show
Thom Yorke e compagni si raccontano
166 pagine – ISBN 978-88-8074-098-8 – € 12.00
Thom Yorke: «Durante i nostri primi tour sono decollato subito verso la stratosfera del delirio: non avevo idea di quello che stavo facendo, ma lo facevo a ritmo frenetico, ero sempre pronto col dito sul pulsante dell’autodistruzione».
Colin Greenwood: «Man mano che il successo aumenta, diventa più difficile venire a patti con la situazione, per quanto riguarda gli aspetti di vita personale, privata. Cominci a capire perché questo ambiente naviga in fiumi di droga: con quelle ci si intorpidisce, ci si anestetizza».
Ed O’Brian: «Col primo tour americano è stato come ritrovarci su un altro pianeta. A Dallas, per esempio, a fine concerto mi si avvicina una tipa strafica che mi fa: “Ho la casa libera e un po’ di coca: vieni da me a divertirti un po’?”. Cazzo, sono rimasto a bocca aperta!».
Jonny Greenwood: «I Radiohead non sono i lord inglesi che buona parte della stampa crede. Certo, siamo dei tipi riservati a non ci va di raccontare molto delle nostre vite private; e certo, ci piace giocare a bridge: però va anche detto che si gioca benissimo a bridge sotto l’effetto degli stupefacenti».
In libreria: distribuzione CDA-Consorzio Distributori Associati (Bologna).
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